La valutazione della scrittura

La valutazione della scrittura

La produzione scritta è un nodo complesso di abilità. Prevede la piena consapevolezza fonologica, la padronanza delle forme grammaticali e adeguate competenze semantiche e pragmatiche, oltreché una buona capacità oculo-manuale. La scrittura, pertanto, merita di essere valutata accuratamente, per poterne monitorare lo sviluppo, durante la scuola primaria e secondaria, in modo da intervenire prontamente in caso di difficoltà.

La disortografia può essere identificata mediante tre caratteristiche principali:
– produzione di un numero significativo di errori di scrittura: fonologici
e/o non fonologici e/o grammaticali;
– significativa lentezza della produzione scritta;
– presenza di entrambe le condizioni precedenti.

Le prove di scrittura sotto dettatura incalzante prevedono che il somministratore detti un determinato numero di parole consecutivamente senza interruzione. Durante l’esecuzione di questo tipo di prova il soggetto testato potrebbe commettere una serie di errori ed imprecisioni di varia natura. Tali errori assumono, da un punto di vista neuropsicologico, un significato specifico. La valutazione delle abilità di scrittura non può prescindere da un’analisi anche qualitativa della produzione scritta. Se è vero infatti che gli errori di scrittura si prestano a essere quantificati in modo preciso e restituiscono una variabile numerica confrontabile con quella del campione normativo, è parimenti vero che alcuni errori hanno un peso differente rispetto ad altri e che esiste un’ampia gamma di errori possibili e differenti modi di commetterli, in funzione anche dell’età e del grado di scolarità. Pertanto, accanto a un’accurata quantificazione normativa del numero di errori, risulta opportuno effettuare anche una valutazione basata sugli aspetti qualitativi. Solo quest’ultima valutazione consentirà di fare riferimento ai processi disfunzionali che sottendono gli errori. Premesso ciò, la prova di Dettato di brano con lettura incalzante è stata standardizzata prevedendo la misurazione di tre diversi parametri di seguito elencati (errori, incongruenze, ripetizioni). Grazie alla rilevazione di questi tre parametri l’esaminatore potrà valutare le prestazioni di scrittura integrando più informazioni. Ad esempio, se un soggetto presenta un alto numero di incongruenze e un basso numero di errori è possibile inferire che egli abbia un ridotto span di memoria verbale piuttosto che un reale disturbo di scrittura. Allo stesso modo, un numero rilevante di errori fonologici e non fonologici, in presenza di un basso numero di incongruenze e ripetizioni, potrebbe indicare con più forza la presenza di una tipica disortografia. L’analisi comparata della tipologia di errori può quindi ridurre il rischio di formulare diagnosi di disortografia laddove il problema è invece da ricercarsi in disfunzioni attentive ed esecutive.

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